Materiali e contributi

4 maggio 2026
APPROVATO IL NUOVO PIANO CASA NAZIONALE

 Con comunicato n. 173 il Consiglio dei Ministri ha reso noto di aver approvato, in data 30 aprile 2026, un decreto-legge contenente disposizioni urgenti per contrastare l’emergenza abitativa, che definiscono il nuovo Piano Casa, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 100.000 alloggi in dieci anni.

Le risorse pubbliche messe a disposizione dell’intervento sono pari a oltre dieci miliardi di euro.

Le misure previste dal decreto-legge poggiano su tre pilatri.

Il 1° pilastro prevede un programma straordinario di interventi per il recupero e la manutenzione del patrimonio attuale di edilizia residenziale pubblica e sovvenzionata, con l’obiettivo di rendere disponibili circa 60 mila alloggi popolari, oggi non assegnabili perché in condizioni non adeguate e che richiedono interventi di ristrutturazione e rifacimento degli impianti essenziali. Per l’attuazione di tali interventi è previsto un pacchetto di semplificazioni procedurali (anche per le procedure di gara) e la nomina di un Commissario straordinario, con funzione di coordinamento, che dovrà attuare il piano di recupero e manutenzione, dopo la definizione degli interventi medesimi con gli Enti che gestiscono gli alloggi popolari.
Per gli interventi maggiormente complessi, è prevista una conferenza di servizi semplificata, con conclusione del termine di 30 giorni, prorogabile una sola volta per non più di dieci giorni.
È, inoltre, previsto un programma di riscatto di immobili ERP da parte degli assegnatari e la realizzazione di nuove case popolari, senza consumo di suolo, per la locazione a lunga durata con la facoltà di riscatto predefinita.

Il 2° pilastro prevede la concentrazione, in un Fondo gestito da INVIMIT SGR, delle risorse di derivazione europea e nazionale destinate all’housing sociale e all’emergenza abitativa. Nell’ambito del Fondo di investimento potranno essere costituiti comparti specifici dedicati a ciascuna Regione o Provincia autonoma, in modo da garantire che le risorse vengano utilizzate per le esigenze specifiche del territorio di riferimento.

Il 3° pilastro crea le condizioni per l’attivazione di investimenti privati, con l’obiettivo di costruire alloggi da affittare o vendere ai cittadini a prezzi calmierati. Sono previste semplificazioni burocratiche e procedure rapide per gli investitori. È, per esempio, prevista, per gli investimenti superiori al miliardo di euro, la nomina di un Commissario straordinario che dovrà rilasciare un provvedimento unico di autorizzazione. Per accedere alle semplificazioni, il privato dovrà garantire, su 100 alloggi realizzati, almeno 70 alloggi in edilizia convenzionata, da vendere o affittare a un prezzo scontato di almeno il 33% rispetto a quello di mercato. Le procedure semplificate e accelerate saranno applicate esclusivamente alla quota di alloggi di edilizia integrata.

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Lo Studio resta a disposizione per quanto possa occorrere.

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